C’è un momento dell’anno in cui il tempo, a pochi chilometri dalle coste dell’Adriatico, sembra fermarsi per poi esplodere in un caleidoscopio di colori. È l’inizio di maggio e a Diso, piccolo gioiello del basso Salento va in scena uno degli spettacoli più belli d’Italia: la festa dei Santi Filippo e Giacomo. La storia locale li descrive come i protettori dei legami comunitari; la loro festa non è solo un rito religioso, ma il momento in cui i cittadini di Diso sparsi nel mondo tornano a casa per rinnovare l’appartenenza a una storia comune. L’aspetto più straordinario della storia dei Santi a Diso è l’evoluzione della loro festa (1-3 maggio). Nel corso del tempo, la devozione si è espressa attraverso lo sfarzo delle Luminarie e dei Fuochi d’Artificio.

Non si tratta di semplici “lucine”, ma di gallerie altissime, di rosoni ricamati, di spalliere che trasformano le strade in u tunnel di diamanti colorati! E il momento dell’accensione, accompagnato dalle note delle bande musicali e dal profumo delle “cupete” è un’emozione che toglie il fiato.

Ma perché a Diso le luminarie sono così imponenti?

La storia affonda le sue radici nella profonda devozione per i santi, le cui reliquie giunsero qui nel 1715. Anticamente la luce serviva a “scacciare le tenebre” e a celebrare il trionfo dei santi, tanto che la leggenda racconta che Diso, essendo un piccolo centro agricolo con poche risorse, decidesse di onorare i santi non con l’oro, ma con la luce e il frastuono, per far sentire la propria voce fino ai paesi limitrofi. Solo nel corso del XX secolo Diso ha iniziato a sfidare l’impossibile trasformando questa festa in una vera e propria competizione. Difatti, oggi questa tradizione è diventata il “Festival delle Luminarie”, dove le ditte più famose al mondo si sfidano creando architetture di luce spettacolari. È un rito di rinascita e fierezza che si rinnova da secoli!

Cosa non perdere di questa festa? Tutto! Dall’Accensione musicale, quando le luci vengono accese a ritmo di musica, creando una danza sincronizzata che illumina i volti dei visitatori, al festival pirotecnico, una gara tra maestri fuochisti che coinvolge tutti i sensi. La mattina del 1° maggio, subito dopo la processione, i fuochi non hanno un effetto cromatico, ma di potenza e ritmo. Gli intenditori giudicano la precisione dei colpi e la pulizia del suono. È una sfida per dimostrare la maestria nella fabbricazione delle “bombe da tiro”. È un evento in cui ogni scoppio è un battito del cuore della comunità. Oltre allo spettacolo diurno, improntato sulla tecnica, la festa prevede spettacolari accensioni notturne. Il lancio di lanterne, negli ultimi anni, è diventato una tradizione suggestiva, che accompagna i momenti salienti, che si concludono con gli spettacoli serali studiati per armonizzarsi con le luminarie, creando un contrasto tra le luci statiche delle parazioni e quelle dinamiche delle esplosioni in cielo.

Se visitate Diso, non dimenticate di assaporare la “cupeta” (il croccante di mandorle) tra le bancarelle, mentre il profumo di zucchero e festa riempie l’aria.

https://www.festasantidiso.it/